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Il gender gap è una realtà ancora presente in molte parti del mondo, inclusa l’Italia, e richiede un impegno concreto da parte delle aziende per promuovere l’uguaglianza di genere sul posto di lavoro.

Partiamo dal concetto di “gender gap”. Si riferisce alla disparità di genere, che include le differenze sociali, economiche, politiche e lavorative tra uomini e donne. Ad esempio, le donne spesso affrontano discriminazioni retributive, con salari inferiori a parità di ruolo. Inoltre, le donne si scontrano la difficoltà ad avanzare alcuni ruoli nelle aziende a causa di pregiudizi di genere e stereotipi sociali.

Le cause di questa disparità di genere possono essere molteplici e complesse. Tra di esse, la convinzione che le donne siano meno adatte a ruoli di leadership o che debbano occuparsi principalmente della cura della famiglia. Inoltre, fattori come la discriminazione di genere, la mancanza di politiche di conciliazione tra lavoro e famiglia, la mancanza di pari accesso all’istruzione e alle opportunità di carriera, contribuiscono a mantenere il divario di genere nelle aziende.

Negli ultimi anni, il gender gap ha acquisito sempre più rilevanza nel contesto aziendale, diventando valore ed elemento distintivo. Ma i dati ci dicono che l’obiettivo di raggiungere la parità di genere è ancora lontano.

Il World Economic Forum ha introdotto un Global Gender Gap Index e secondo l’ultimo rapporto del 2022, il divario di genere a livello mondiale è colmato al 68%, ma il trend attuale indica che saranno necessari ancora 132 anni per raggiungere l’uguaglianza di genere effettiva. L’Italia si posiziona al 63° posto a livello mondiale e al 14° posto in Europa.

Gender pay gap

Il Gender Pay Gap misura la differenza economica tra i generi in termini di retribuzione percepita. Questo indice si basa sullo stipendio lordo medio a parità di ruolo e funzione. Secondo gli ultimi dati disponibili, in Italia il divario di retribuzione tra uomini e donne si attesta al 13%, mentre la media europea è del 16,3%.

Il problema non riguarda solo la differenza di retribuzione a parità di posizione lavorativa, ma anche il fatto che alcuni ruoli sono ancora in gran parte riservate agli uomini e che la percentuale di donne disoccupate è significativamente più alta rispetto agli uomini.

La pandemia sembra inoltre aver avuto un effetto amplificatore su questa disparità anziché migliorare la situazione.

In Italia, le cause della disparità di genere sul mercato del lavoro includono la minor presenza di donne in lavori qualificati nel settore tecnologico, l’interruzione o la sospensione della carriera per maternità o assistenza familiare, l’abbandono del lavoro per difficoltà nella conciliazione tra vita privata e lavorativa e pregiudizi nella selezione, soprattutto per le giovani lavoratrici. Questi fattori limitano l’accesso delle donne alle posizioni di vertice, riducono la partecipazione continuativa alla vita aziendale, comportano contratti a tempo parziale o congedi parentali, e aumentano la percentuale di rinuncia volontaria al lavoro per motivi familiari.

Gender gap: soluzioni in azienda

Ogni azienda ha la possibilità di adottare politiche che siano in linea con i propri valori, e che riducano, se non eliminino del tutto, il gender gap sul posto di lavoro. Alcune azioni concrete che un’azienda può intraprendere includono politiche di sostegno alla maternità come lo smart working, bonus asilo o addirittura la creazione di asili interni. Percorsi di carriera personalizzati che considerino le esigenze delle lavoratrici madri, il sostegno alla leadership femminile, garantendo posizioni di vertice a donne adeguatamente formate, e una parità retributiva basata su criteri meritocratici e trasparenti.

Una gestione trasparente e meritocratica dei colloqui di selezione e una tutela della privacy interna che eviti disparità di genere sono anche importanti. Coinvolgimento attivo in progetti senza preclusioni di genere, azioni concrete per garantire il benessere lavorativo di tutti, comprese le donne, e promuovere una cultura aziendale di parità di genere attraverso l’esempio dei leader. È importante diffondere e sensibilizzare a tutti i livelli aziendali la cultura dell’uguaglianza di genere.

Va sottolineato che ci sono anche ragioni economiche e manageriali che spingono verso l’integrazione dei generi e la parificazione di opportunità. I benefici includono migliori performance dei team e dell’azienda in termini di produttività, maggiore capacità di innovazione e flessibilità di fronte ai cambiamenti, miglior clima aziendale e dei team, e un maggior benessere complessivo per l’azienda e la società nel suo insieme. L’integrazione di prospettive maschili e femminili sul posto di lavoro porta ad un ambiente di lavoro più inclusivo, stimolante e produttivo, che favorisce la crescita e il successo dell’azienda.

Promuovere la parità di genere sul posto di lavoro è quindi non solo eticamente corretto, ma anche un investimento strategico per il miglioramento complessivo delle performance aziendali.

 

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